Inaugurata l'11 Settembre del 1993 dal Vescovo Paolo Gibertini la Chiesa della Sacra Famiglia di Roncina è stata progettata dall'architetto Ugo Carapezzi.
La precedente opera risaliva al 1952 ed in occasione della presentazione del progetto della nuova Chiesa il parroco si rivolgeva alla comunità con queste parole: "In questi quarant'anni la nostra chiesetta ha fatto il suo servizio, ci ha accolti per la preghiera, per l'ascolto della parola di Dio, per le celebrazioni eucaristiche, per le varie celebrazioni liturgiche; ci ha riuniti nei giorni della festa, nei momenti di gioia e del dolore, ha ascoltato i nostri canti e i nostri pianti. Intorno a lei la comunità si è formata ed è cresciuta. Anche se piccola e povera è stata ugualmente la casa del Signore e la nostra casa. Proprio per questo la gioia di poter iniziare i lavori di quella che sarà la nuova e definitiva chiesa con le annesse opere parrocchiali viene velata dalla nostalgia di ciò che viene demolito, perchè con "lei" se ne va una parte dei nostri ricordi della nostra vita e dei primi passi del cammino della nostra giovane parrocchia".
Ma come conservare nel tempo una continuità non solo spirituale fra la vecchia e la nuova chiesa per rendere meno sofferto il passaggio dal vecchio a nuovo? La risposta venne dalla felice scelta progettuale di mantenere nella medesima posizione, quale inossidabile memoria dell'antecedente, l'antico muro posto nel presbiterio e su cui è dipinta la tempera di Cavicchioni (tanto cara e familiare fin dalle origine per tutti i parrocchiani della Roncina).
L'ingresso e l'altare sono orientati a sud-ovest e la pianta dell'aula assembleare (che può ospitare circa 200 persone a sedere con una capienza massima di circa 400 fedeli) è di forma quadrata, adatta all'attuale liturgia cattolica; a ciò si aggiunge a diretto contatto con l'aula assembleare, la splendida Cappella del Santissimo, o Cappella "feriale" per la celebrazione delle S. Messe infrasettimanali.
L'aspetto di sicuro più caratteriz
zante della nuova chiesa è la sua pronunciata verticalità; sopra l'altare principale si eleva infatti una cuspide di 20 metri in legno nella quale sono poste delle vetrate artistiche che, insieme a quelle poste a fianco e sopra il presbiterio, danno luce armonica ed intensa all'interno della Chiesa.
Le vetrate rappresentano la Creazione (il giorno e la notte), la venuta di Cristo (l'Agnello), la Chiesa universale (la Barca). Le vetrate della cappella e del confessionale rappresentano l'acqua e il fuoco.
All'interno della chiesa oltre all'affresco di Cavicchioni si nota il quadro della "Madonna della Ghiara" di Antonio Mussini.
All'esterno si è voluto mantenere anche la tradizione del presepio all'aperto inserndo sulla mensola che copre l'ingresso, una sorta di capanna che accoglie ogni annno a Natale la scena della Natività.
All'ingresso il portone è ornato dalle terracotte raffiguranti gli evangelisti, opera di un parrocchiano.